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AMPLIAMENTO IMMOBILE COMMERCIALE

Sono partiti i lavori di ampliamento della sede di SE.CO.PACK a Rivanazzano Terme.

“L’obiettivo era incrementare la superficie produttiva per consentire l’installazione di nuovi macchinari ; l’area attualmente dedicata alla produzione verrà quindi destinata al reparto confezionamento. Tra pochi giorni Magnetti inizierà il montaggio della struttura prefabbricata , che dovrebbe essere completata ed utilizzabile entro la metà di Dicembre” dichiara Leonardo Volpi .

“I films estensibili tecnici costituiscono un’ottima opportunità di risparmio economico, oltre a ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi : il loro utilizzo è  cresciuto negli ultimi anni , sia in Italia, sia all’estero dove esportiamo una parte della nostra produzione. L’area disponibile era diventata insufficiente , abbiamo dovuto prendere questa decisione ”.

 

A lavori ultimati la sede di Se.co.pack a Rivanazzano , raggiungerà una superficie complessiva di 6000 mq, di cui circa 2900 mq coperti , dove verranno accorpate tutte le attività aziendali.

 

“Facilmente dovremo dismettere l’area attualmente ancora utilizzata come magazzino di stoccaggio a Retorbido , sede storica di Se.co.pack  dal 1997 al 2012.

Ci dispiace  perché una parte importante del nostro percorso è iniziata in quel magazzino e in quegli uffici,  che purtroppo non si potevano ulteriormente ampliare ed erano diventati insufficienti per le nostre necessità.“

 

 Secopack Srl - 11/09/2015

SECOPACK INFOGRAPHIC

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L'AUMENTO DEL PREZZO DELLE MATERIE PRIME - LA PLASTICA

Gli imballaggi in plastica rappresentano il 19% della produzione complessiva del packaging. Tuttavia, considerato che il loro peso medio è ridotto rispetto ad altre tipologie di maateriali, è plausibile stimare che corrispondano in realtà al 23-25% del totale.


Le applicazioni degli imballaggi in plastica sono molteplici e possono essere suddivise in 3 macro-aree:

- (35,6%) imballaggi rigidi ( bottiglie e flaconi, cassette, bin e pallets)
- (10,8%) imballaggi accessori ( regge, tappi, cappucci, prodotti per riempimento vuoto e protezione urti)
- (53,6&) imballaggi flessibili ( films estensibili, films termoretraibili, sacchi, sacchetti)


Il comparto alimentare è il maggior utilizzatore di imballaggi in plastica ( 76% di cui 52,7% nel food e 19,7% nelle bevande ), seguito a grande distanza dai prodotti chimici ( 7%), cosmetici ( 2%), farmaceutici ( 1%).


La carenza di materie prime e gli aumenti registrati negli ultimi 4 mesi hanno colpito duramente il comparto degli imballaggi in plastica.
La cancellazione di consegne confermate o forniture a prezzi maggiorati rispetto a quelli pattuiti all'ordine, hanno messo a dura prova i traspormatori.

Nel caso degli imballaggi in plastica, il prezzo incide per circa il 60% sul totale: se non è possibile trasferire a valle il maggior costo, spesso per obblighi contrattuali, viene messa a rischio la sopravvivenza delle aziende trasformatrici.
Analogamente, lo shortage di materiale ha avuto un impatto negativo sulla continuità delle forniture e molti trasformatori si sono trovati nell'impossibilità di adempiere ai propri obblighi contrattuali verso i clienti, a causa di una carenza di prodotto.

 

Se.co.pack Srl - 07 Luglio 2015 

LA TEMPESTA PERFETTA SULLE MATERIE PLASTICHE

La conferenza organizzata lo scorso Maggio da PLASTIC NEWS EUROPE a Stoccarda  , ha identificato i fattori scatenanti della “tempesta perfetta” che si è abbattuta dallo scorso febbraio sul mercato delle materie plastiche.

Remko Koster , senior principal analyst per i prodotti poliolefinici a IHS CHEMICAL , ha dichiarato : “Lo scorso anno (2014) abbiamo visto un incremento delle tasse di importazione per i produttori Medio Orientali , che forniscono circa il 20% di HDPE e LLDPE , oltre a circa il 10-15% del LDPE….  Il costo di queste importazioni è quindi aumentato del 3,5% in quanto le tasse di importazione sono state variate dal 3% al 6,5%”

E’ un fattore importante , se si considera che una grande fetta della domanda Europea è abitualmente soddisfatta dalle importazioni dal Medio oriente.

Un altro  fattore che è intervenuto a modificare le condizioni del mercato Europeo è la debolezza dell’Euro rispetto al Dollaro americano, che ha reso il mercato asiatico assai più attraente per gli esportatori Medio Orientali .

Koster ha dichiarato : “ Se si guarda la situazione dalla prospettiva di un produttore Medio Orientale che fornisce sia il mercato Europeo, sia l’Asia …. l’utile ottenuto dalle vendite in Europa si è ridotto  a causa del deprezzamento dell’ Euro e dell’aumento delle tasse , mentre in Asia i prezzi sono aumentati”

Malgrado l’aumento dei prezzi verificatosi anche sul mercato Europeo , l’Asia continua ad essere più attraente per i venditori Medio Orientali ,  per la maggiore profittabilità delle vendite su questo mercato.

Ultimo fattore da considerare è il livello minimo che hanno raggiunto a fine 2014 i livelli delle scorte di materiale in Europa.  “Con la discesa  del prezzo del petrolio verificatasi nella seconda metà del 2014 , nessuno voleva accumulare merce in stock a causa del deprezzamento continuo“   L’intera catena produttiva ha ridotto gli stock al minimo e solo a Febbraio , con  una lieve inversione di tendenza nei prezzi sul mercato energetico , tutti hanno ritenuto che i livelli minimi fossero stati raggiunti e ci sarebbe stata una risalita , il che ha fatto esplodere la domanda.

La grande richiesta è giunta a produttori che, dopo aver gestito gli impianti al 70%- 80% della capacità produttiva per molti anni , hanno improvvisamente dovuto fronteggiare una richiesta che imponeva di lavorare al 100% (e se possibile oltre) .  La situazione ha generato molta incertezza nella continuità degli approvvigionamenti e i converters hanno dovuto accettare continui aumenti dei listini per avere la garanzia di ricevere il materiale necessario a far fronte agli ordinativi.

Koster si aspettava una normalizzazione in quanto , con l’aumento della profittabilità per i produttori Medio Orientali , le vendite in Europa avrebbero dovuto diventare più interessanti.

I fatti purtroppo lo smentiscono e nuove variazioni incrementative dei listini sono già programmate per il prossimo mese di luglio ( + 120/150 Euro alla tonnellata)

 

Se.co.pack Srl - 29 Giugno 2015

Non conta solo il prezzo, conta soprattutto la resa

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SITUAZIONE EUROPEA DEL POLIETILENE : UN PROBLEMA E UN’ OPPORTUNITA'

 

Da circa 15 settimane  si sta verificando sul mercato europeo  una grave carenza di polimeri,  necessari per la produzione di materiali plastici  , unita ad un crescente ritardo nell’evasione delle forniture  da parte dei maggiori produttori .

Per quanto riguarda i films plastici , se il  conseguente rialzo delle quotazioni è preoccupante, è senz’altro altrettanto grave la problematica causata dalla carenza di materiale , che comporta  il rischio per le aziende utilizzatrici di non poter provvedere al tempestivo approvvigionamento degli imballaggi necessari al confezionamento delle merci .

 

Tuttavia,  la situazione di crisi che si protrae ormai da alcuni mesi e non accenna a terminare , può rappresentare l’occasione di considerare  :

  1. La necessità di utilizzare materiali più leggeri e performanti, sia a livello di film estensibile per avvolgitura dei pallets  (da 5,5µ a 17µ di spessore), sia di altri films di polietilene in spessori ridotti per termoretrazione
  2. La necessità di valutare ed adottare nuove metodologie di lavoro (sostituzione della termoretrazione a caldo  dei fardelli con l’avvolgitura orbitale del fardello a freddo – filmato su)

 

La scelta degli utilizzatori di adottare nuovi criteri consentirebbe :

  • Risparmio di materia prima e sui costi CONAI
  • Risparmio energetico
  • Semplificazione del sistema di  imballo e ottimizzazione dei processi produttivi
  • Ottimizzazione dei trasporti , della logistica e dello stock
  • Riduzione della quantità di materiale plastico da smaltire dopo l’utilizzo

 

Con i nuovi criteri di valutazione,  la funzionalità del packaging illustrata ai punti 1. e 2. non si riduce tuttavia al semplice “contenimento della quantita’ ” del materiale utilizzato per l’imballaggio.

E’ necessario infatti considerare anche :

-          la “qualità” dei prodotti (filiera produttiva tracciata; doti di resistenza e semplicità di utilizzzo ; prodotti riciclabili/riutilizzabili)

-          l’energia necessaria durante  l’intero “ciclo di vita” del materiale per imballaggio : dalla produzione , all’utilizzo, allo smaltimento mediante riciclo.


Adottare nuove metodologie deve essere  premiante  sia dal punto di vista economico, sia per l’aspetto ecologico (perché l’innovazione, oggi , non può prescindere dalla valutazione dell’impatto ambientale)  .

Fare prevenzione nella filiera dell’imballaggio non può comunque prescindere alla valutazione delle principali funzioni che l’imballaggio deve assolvere , quali :

-           la protezione del prodotto a garanzia dell’integrità e della sicurezza dello stesso

-           la movimentazione in sicurezza dal reparto di produzione/stoccaggio di partenza , sino allo scarico a destinazione

Il risparmio di materia prima , con conseguente riduzione del peso della quantità di imballaggio utilizzata a parità di prodotto confezionato e di prestazioni , non deve avvenire a discapito dell’integrità delle merci imballate.

 

 Se.co.pack Srl - 15 Giugno 2015